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Musica di Qualità

Musica di Qualità

Ho voluto dedicare questo speciale a tutti coloro che, come me, si sentono liberi di suonare senza vincoli commerciali o sotto pressione da contratti discografici che impongono il loro stile.
Sono sempre più convinto che la libertà d’espressione sia la strategia migliore per ottenere risultati che vanno oltre alle aspettative di qualsiasi stratega, farsì che chi ascolta la nostra musica percepisca il momento dell’ispirazione, permettendoci di pubblicare o far pubblicare quello che vogliamo sia venduto.
Nella mia modesta crescita musicale ho sempre avuto dei maestri, tra tutti i Kruder&Dorfmeister. Mi identifico in loro, remixer ormai conosciuti in tutta Europa per i loro raffinati remix, ma soprattutto per la loro libertà di poter far stampare ciò che vogliono, senza contratti o scadenze. Vicini a me, anche per come trattano l’arte dei remix, considerando questo stile unico nel suo genere e degno d’attenzione come e più di un brano originale.
E’ semplicemente sensibilità la musica dei Kruder&Dorfmeister, un proprio stile, una questione di sentire la musica senza utilizzare i mille accorgimenti produttivi o tecnici che esistono in questo lavoro.
Avere la libertà di poter chiedere qualunque cosa, le percussioni, il basso, le voci, creandosi con questo materiale dei propri sample per poi lavorarci sopra, questo è quello che anno fatto remixando i Depeche Mode.

Avere anche il coraggio di dire di no.

Molto spesso accade che gli stessi discografici o produttori non capiscono che ci vuole tempo per realizzare un buon prodotto, soprattutto un remix con musica realizzata da altri. Kruder&Dorfmeister nella loro carriera hanno rifiutato di remixare gli U2, Elvis Costello, David Bowie per un semplice motivo: non avevamo tempo.
Avere poco tempo da dedicare a un progetto può portare a un lavoro deludente, meglio dire di no che fare delle pessime figure.


Avete mai sentito il nome Delhi 9?

Pensate che Delhi 9 non è altro che il duo Richard Dorfmeister e il suo compagno di liceo Rupert Huber, per poi dividersi nel 1994 quando con Peter Kruder fondarono l’etichetta G-Stone, marchio per il quale la coppia si riunisce sotto la ragione sociale di Tosca.

G –Stone etichetta che produce artisti quali Rodney Hunter e Dj DSL, che, grazie al loro affascinante cocktail di elettronica, dub, ambient, funk e richiami alle colonne sonore degli anni 60-70, sono rapidamente diventati un modello di riferimento per tutta la scena chill-out e lounge mondiale.

In questo speciale vorrei cogliere l’espressione del loro talento del loro sudore. Kruder&Dorfmeister sono prima di tutto Dj, comprano tanti dischi ascoltano molta musica e proprio questo che fa di loro conoscenza e tecnica, conoscenza di tutto quello che fa tendenza con ricerca alle sonorità emergenti che indubbiamente influenzano anche il loro lavoro in studio.
Non finirò mai di ripetermi quando sostengo che il binomio Dj – musicista è ad oggi il top della discografia, figuriamoci due Dj più i musicisti.

La creatività formulata alla sapiente conoscenza del pentagramma.

Lavorare in coppia o in separate situazioni a fatto sì che i Kruder&Dorfmeister abbiano dato vita ai più bei remix uno fra tutti “Bomb The Bass” di cui i K&D hanno lavorato moltissimo su questa traccia per ottenere il meglio.

Ringrazio per le informazioni Marco Fullone della rivista Acid Jazz n. 40, Gualtiero Spotti della rivista Acid Jazz n. 57 e Stefano Renzi della rivista Acid Jazz n. 81 nonché la rete con il web di Sergio Pisano Planet Emotions.it nella sezione Musica.



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