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Editoriale

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Questo mese vi porterò virtualmente in viaggio attraverso la metamorfosi sonora del frammento; la frammentarietà di campioni, un estratto di suono ritrovato.

La tecnica del montaggio presenta un passaggio da un tassello all’altro senza far vedere i punti d’unione. Stessa cosa avviene con l’inserto, che viene incastonato nel progetto dando alla frammentarietà valore strutturale. E’ il caso del Sample che viene costruito per somma di pezzi brevi, ciascuno dei quali possiede la sua unità e coerenza interna, come un mosaico di parti autonome e irriducibili le une alle altre. I frammenti sono oggetti che generano uno spazio, che da noi musicisti vengono ulteriormente frammentati, smembrati, lavorati per mezzo della voce e dell’elaborazione del suono, costituendo l’ambiente sonoro del progetto. Eppure ciò che genera il suono è proprio la sua immaterialità.
Voi chitarristi lo sapete bene pizzicando corde metalliche ben tese udite il vostro suono; infatti quando vi apprestate a registrare un suono o un brano musicale, difficilmente riuscite a registrare solo ciò che esattamente vi serve o a interrompere una registrazione proprio sul punto che deve terminare, poi se volete registrare un cantato o un batterista vi accorgete di quante pause e di quante sonorità eccedenti vengono registrate. La musica è quindi l’arte di organizzare i suoni in una struttura coerente, ecco perché ingegneri del suono e matematici hanno inventato negli anni programmi virtuali in grado di poter risolvere in tempo reale quest’ostacolo: le sonorità eccedenti.
Grazie all’utilizzo dei personal computers progettati per l’audio digitale oggi possiamo ritenerci fortunati nel poter usufruire, a costi contenuti, di macchine dalla potenza disarmante; software così precisi e potenti che riescono a mettere in correlazione il suono e la struttura manifestata anche nella semplice emissione di un suono dando alla stessa nota ampiezza ed intensità. Software così intelligenti da riuscire a identificare la differenza tra un pianoforte e una chitarra sentendo i due suoni diversi, lavorando e anticipando la differenza che sta sostanzialmente nel timbro che è differente per ogni strumento musicale. L’ultima generazione di plug-in si è spinta all’inverosimile, creando un cantante o una cantante virtuale disponibile 24 ore su 24 sul proprio pc progettati dalla Yamaha.

Concludendo, ogni voce come ogni strumento possiede una sua timbrica particolare che distingue ciascuno di noi.

Il rettangolo magico pieno di energia

Altra storia è quella della porzione di suono, ovvero l’inviluppo rappresentato dai nostri Editor rappresentato da un rettangolo, un segmento. Lì al suo interno c’è la nostra musica che possiamo duplicare, tagliare, allungare, incollare, modificare. Un mondo dove la melodia o il ritornello trova la sua dimensione. Il famoso cubetto o mattoncino carico d’energia, pieno di groove.

Quanti di noi grazie alla multimedialità hanno scoperto una realtà informatica che non conoscevano? Quanto ci aiuta la carta stampata specializzata e il web nel migliorarci e migliorare il nostro ambiente di lavoro? I nostri studi di registrazione quanto si sono riempiti o svuotati grazie ai loro consigli?

E’ indispensabile, oggi come oggi, con l’avvento della tecnologia applicata al suono, avere una guida sicura dettata dalle Software House capaci di farci comprendere come poter ottenere risultati eccellenti sulle registrazioni o semplicemente invogliarci ad applicarci ulteriormente nello studio di tecnologie atte al superamento del calcolo matematico.

Nonostante l’alta definizione, i 32bit, i potenti calcoli a virgola mobile è la casualità che oggi fa di noi artisti capaci, innovativi, sperimentatori, delle Stars. Sì la casualità di un ritornello, di aver trovato con l’insieme di campioni impossibili da abbinare il suono che cercavamo; in altre parole spesso i successi discografici di un brano nascono dalla casualità. Quante volte si è provato a fare un pezzo e quante altre volte lo si è distrutto? Quanti di noi registrano quello che fanno? E quanti perdono tutto quello che hanno fatto in un pomeriggio perché non hanno registrato? Se pensate questi sono solo dei piccoli casi nella vita di un musicista. Il caso o la casualità giocano un fattore determinante nella riuscita di un frammento o campione o porzione. Certamente la tecnica dello strumento e la creatività dell’artista non si discutono, ma è anche vero che casualmente in poche ore si è riusciti ad avere dei risultati che magari in tre giorni di duro lavoro non si è raggiunta neanche la decima parte del risultato.